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Siamo un’equipe di professioniste che lavorano da anni con le donne e i bambini. Insieme a loro, anzi grazie a loro, cerchiamo di combattere i soprusi e le violenze che li vedono vittime.

Durante la nostra crescita professionale, abbiamo ampliato il team e le collaborazioni esterne ma le figure precedenti sono rimaste. Dunque ci presentiamo: siamo due psicologhe, di cui una, la scrivente, ha anche il ruolo di coordinare sia le varie attività che le ALTRE FIGURE PROFESSIONALI, avvocato, sociologa e psicologa.

La nostra storia

Lo Sportello Antiviolenza nasce nel 2003 come Centro di accoglienza per donne e bambini, come dimora protetta a cui molte donne hanno fatto riferimento dopo aver preso la difficilissima decisione di denunciare i soprusi subiti e uscire allo scoperto, come alloggio gratuito ma con un percorso individualizzato da seguire insieme ad ALTRE FIGURE PROFESSIONALI, avvocato, sociologa e psicologa.
Negli anni lo Sportello ha continuato la sua attività, ponendosi come punto di riferimento per tutte le donne che, dopo aver subito violenze, a volte anche per anni, intendono avvalersi di un aiuto professionale e concreto per uscire da quei meccanismi che non le permettono di vivere una vita serena.

"Lo Sportello Antiviolenza" è stato inserito dal Dipartimento delle Pari Opportunità nella mappatura nazionale dei servizi socio sanitari collegati al numero antiviolenza 1522 istituito dal Dipartimento stesso, per le nostre attività offerte alle donne vittime di violenza (www.antiviolenzadonna.it ).

Le finalità del centro

Sviluppare una strategia integrata tra Enti Pubblici e Terzo Settore di lotta e di supporto alle donne e minori vittime di violenze e di discriminazioni (dirette, indirette e multiple).

Avviare un monitoraggio condiviso tra i vari attori per l’elaborazione di strategie di prevenzione e di lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione.

Favorire l’emersione del problema nell’ambito della Provincia di Rieti e sollecitare una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica, della stampa, e dei soggetti intermedi.

Stimolare la riflessione sulle distorsioni dell’immagine femminile e l’evoluzione del concetto di parità di genere proposta dai media e dalla società in generale, con particolare attenzione all’immagine della donna veicolata dalle culture e contesti stranieri.

Contribuire alla trasformazione culturale verso la diffusione della visione della presenza femminile come un evento positivo che porta crescita e trasformazione nelle organizzazioni.

Sensibilizzazione delle generazioni più giovani al fine far riconoscere loro e superare i condizionamenti e gli stereotipi sociali e culturali di genere, con particolare attenzione alla violenza sulle donne e al bullismo.

Inizio di un percorso volto al superamento del tabù e della vergogna propri delle vittime di atti di violenza fisica e psicologica

Dove ci troviamo