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stupratore21

Gli articoli 1 e 2 della Dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne prevede la seguente definizione:

  1. Ai fini della presente Dichiarazione l'espressione "violenza contro le donne" significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata. 

  2. La violenza contro le donne dovrà comprendere, ma non limitarsi a, quanto segue:

a) La violenza fisica, sessuale e psicologica che avviene in famiglia, incluse le percosse, l'abuso sessuale delle bambine nel luogo domestico, la violenza legata alla dote, lo stupro da parte del marito, le mutilazioni genitali femminili e altre pratiche tradizionali dannose per le donne, la violenza non maritale e la violenza legata allo sfruttamento;

b) La violenza fisica, sessuale e psicologica che avviene all'interno della comunità nel suo complesso, incluso lo stupro, l'abuso sessuale, la molestia sessuale e l'intimidazione sul posto di lavoro, negli istituti educativi e altrove, il traffico delle donne e la prostituzione forzata;

c) La violenza fisica, sessuale e psicologica perpetrata o condotta dallo Stato, ovunque essa accada. 

Anche se la violenza fisica è la più facile da riconoscere, con l'espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio.
Grazie  all'introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori-stalking, che si configurano in ogni atteggiamento violento e persecutorio e che costringono la vittima a cambiare la propria condotta di vita, fino alla legge sulle "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere", la giurisdizione ha dato segnale di rafforzamento della tutela e del sostegno a donne e minori vittime di violenza. Con la Convenzione di Istanbul (2011), primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica si è sancito il riconoscimento della violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione.

 

 

LA SPIRALE DELLA VIOLENZA

La violenza domestica nasce all’interno di quello che per la donna è un rapporto di amore e fiducia, molto spesso non si caratterizza subito con i maltrattamenti di tipo fisico, ma intenzionalmente vengono messe in atto violenze di tipo emotivo e psicologico meno evidenti, più subdole. La violenza psicologica viene definita dalle donne stesse, come molto più dolorosa della violenza fisica e comprende tutti quei comportamenti che ledono la dignità e l’identità come:

 

  • La svalorizzare continua delle donna tramite attacchi verbali come l’insulto, la molestia verbale, la derisione, la denigrazione, tutto ciò che tende a minare l’autostima finalizzato a farle credere di  “non valere nulla”, per meglio tenerla sotto controllo.
  • L’isolamento. Allontanarla dalle relazioni sociali di supporto, impedirle il più possibile di trovare sostegno da persone terze per renderla sempre più sola e limitare la possibilità di perdere il controllo su di lei.
  • Limitazione dell’utilizzo di internet e social networks.
  • Controllo eccessivo, gelosia morbosa e ingiustificata, accuse ripetute di infedeltà e controllo delle sue frequentazioni
  • Indurre un continuo stato di ricatto emotivo, minacce verbali di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna e/o la sua famiglia, i figli, gli amici. Minacce di abbandono, divorzio, inizio di un’altra relazione se la donna non soddisfa determinate richieste
  • Provocare uno stato di ansia e timore continuo tramite anche danneggiamento o distruzione degli oggetti di proprietà della donna o tramite minacce di violenza su figli, parenti o animali cari alla donna.

La spirale della violenza nasce dal racconto di molte donne. I meccanismi e le fasi che caratterizzano la violenza di genere seguono un andamento ciclico. Le fasi dell’intimidazione, dell’isolamento, della svalorizzazione, della violenza fisica, della violenza economica, della violenza sessuale, delle false riappacificazioni e del ricatto dei figli, si presentano non sempre tutte e non sempre in quest’ordine ma rendono bene un quadro generale dell’andamento della violenza domestica. Come un vortice che trascina giù, questa spirale di comportamenti messi in atto da un uomo violento il quale agisce sempre consapevolmente e volontariamente la violenza sulla donna,  ostacola la presa di coscienza e il percorso di allontanamento dalla violenza. Non esiste una donna vittima di violenza-tipo, numerosi studi confermano che la violenza domestica interessa donne di ogni età ed estrazione sociale.

…ci vuole coraggio, ci vuole volontà e determinazione. Chiedere aiuto per ritrovare noi stesse, e riprenderci il controllo della nostra vita. 

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